roberto 的个人资料Roberto照片日志列表更多 工具 帮助

日志


8月29日

finite le vacanze

sono state vacanze mordi e fuggi… lunghe ma discontinue, con ritorni e rapide ripartenze, di lettura e di montagna, di lago e di sole.

si di sole. dopo qualche anno in cui la mia pelle oltre la faccia le braccia e le gambe sotto al ginocchio aveva progressivamente assunto toni imbarazzanti di lucore traslucido più adatta a esseri ipogei che a una creatura vivente sotto il sole … mi sono abbronzato. Ho iniziato al lago a mettermi al sole. E poi, una volta che la pelle della mia schiena e anche quella della copertura protettiva di natura adiposa che tengo sopra i miei fantastici addominali avevano assunto un colorito tale da poterle mostrare in pubblico senza clamori d’insofferenza, ho continuato anche in montagna. E così alla fine mi sono abbastanza abbronzato. A parte il segno degli occhiali da sole.

di lago. con mia figlia. è stato bello dividere dei giorni io e lei. diventa sempre più bella e un giorno non lontano questi giorni diverranno rari, perchè avrà tante di quelle cose da fare….

 

bibi2

Sì. Decisamente sono stato contento di stare con lei.

 

di letture. non molte in verità. ho letto un saggio sulla coscienza, sull’emergere della coscienza a livello neuronale  (G. Edelman – Secondo natura – Scienza del cervello e conoscenza umana) e poi, di taglio giornalistico sulla trasformazione dell’uomo, inteso come macchina vivente che tende sempre più a migliorarsi e che probabilmente riuscirà a modificarsi al punto di non essere più umano (Nayef Yehya - Homo cyborg – il corpo postumano fra realtà e fantascienza) quindi un paio di gialli passatempo… e poi del mio scrittore preferito Chuk Palhaniuk, Rabbia che mi ha un po’ deluso, devo dire. Riprende alcuni temi cari ma lo fa in modo poco incisivo, senza la consueta assurdità della normalità. Ho provato a leggere Foucault, (edit: specifico "Le Parole e le Cose" di M. Foucault )ma è incredibile come nonostante leggendo abbia la sensazione di capire tutto per filo e per segno dopo un paio di pagine mi sembra di non aver capito assolutamente nulla. Mi sfugge più che altro il senso. Ma siccome so che lo ha probabilmente dovrei impegnarmi di più. Poi ho letto un libro sulla vita del famoso logico Godel. Quello del teorema d’incompletezza. Che nonostante la sua impeccabile logica viveva in un mondo che definire folle è un eufemismo. Facile fare la considerazione: siamo sicuri che non sia il nostro senso della realtà ad essere folle?

Altro libro letto: "la strada per los angeles" di John Fante "il migliore scrittore che abbia mai letto" per Bukowsky, e per qualche mio amico, un genio. Avevo provato a leggere "Chiedi alla polvere" e non ero (mi capita raramente) riuscito a finirlo. Questa volta sono riuscito a leggerlo fino alla fine ma devo ammetterlo, è più forte di me, Arturo Bandini, il protagonista di entrambi i romanzi, mi ispira così tanta antipatia da farmi passare la voglia di leggerlo.

Di fronte a questa pulsione passa in secondo piano la scrittura incisiva e anche la non banale capacità di emozionare (sia pure in senso negativo). Insomma: Fante scriverà anche bene, ma quell'anima tormentata di Arturo Bandini non lo sopporto proprio. 

montagna. si abbastanza. non mi andava di viaggiare e nemmeno a dire la verità di scalare in montagna. non mi andava cioè di cercare quel confronto con la parete, quei momenti di concentrazione assoluta… come si dice in gergo, non mi andava di “ingaggiarmi”. Avevo voglia di cose tranquille, al punto che cercando di farle mi rendevo conto che niente era abbastanza tranquillo da non stressarmi.  Anche su vie che avevo fatto diverse volte da primo di cordata mi stressavo a farle nella sicurezza del secondo. L’ambiente mi sembrava ostile e inutilmente pericoloso. E così ho camminato molto. Me ne sono stato un bel po’ di giorni in campeggio libero, con amici e amiche, accendendo un fuoco la sera e andando a zonzo il giorno dopo. Ho preso la pioggia, ho sudato e sofferto la sete, mi hanno fatto male i piedi e sono stato talmente stanco da non aver voglia di lavarmi e di mangiare.

Sono stato solo e in compagnia. Ho guardato le stelle di notte e il fuoco. Ho fatto il verso ai gufi ma non credo che mi abbiano preso per uno di loro.

Ma ho visto piccole cose:

cucù

CIMG2151

che valeva la pena di vedere e non sono solo le immagini spettacolari quelle che a volte ci si sofferma a guardare.

Non metto immagini di rocce e di arrampicata, di placche ripidissime e di strapiombi a tetto.

Ho guardato alberi perfetti, come questo. E i fiori che spuntano dalla sera alla mattina. I prati pieni di farfalle laddove l’uomo difficilmente passa. L'erba spessa che vale un appiglio su prati talmente ripidi da doverci arrampicare con le mani, o facendo tarzan da un ramo di ontano all’altro, come unico sostegno.

Ma la sensazione di essere soli in un posto in cui la natura è padrona è quella che avevo bisogno di provare ancora. Più della tecnica di arrampicata su vie più o meno difficili.

E poi camminare, riascoltare il battito del mio cuore nelle salite, o il dolore alle gambe nelle discese.

 

CIMG2148 

Ma anche il sentire sopra di se quegli 8-900 metri di parete verticale e il suo mondo selvaggio in cui la forza di gravità con più evidenza di altrove regna incontrastata, ove tutto ciò che non è saldamente ancorato ad altro precipita in basso a perdersi con fragori e polvere e odore nauseabondo di roccia frantumata.

Il contrasto fra pace idilliaca, fiori, farfalle, trombagrilli, e ronzio di api… con la violenza immane dei temporali che si trasformano in fiumi di acqua fango e sassi che scavano e travolgono …

essere in quell’equilibrio, in quella terra di nessuno che è la montagna e andarsene, prima che sia troppo tardi, quando capisci che è arrivato il tempo.

 

E ora è arrivato il tempo di tornare al lavoro. Al traffico soprattutto.

Settembre.



8月25日

inquietudine

la parola chiave della mia esistenza. quella che userei se fossi costretto a caratterizzarmi con una sola parola.

quella sensazione di essere sempre fuori posto, di voler essere sempre altrove, di cercare la leggerezza quando forse sarebbe il tempo dell’impegno e la pesantezza quando ci sarebbe da vivere leggeri.

l’impossibilità di sopportare l’idea di non poter far tutto e il non far nulla quando potrei farlo.

la necessità di pormi obiettivi durissimi e lo stancarmene ad un passo dal raggiungerli.

il mettermi sempre alla prova pur non avendo nulla da dimostrare a nessuno.

la tendenza a primeggiare e il non sopportare i gregari.

eclettico, multiforme, versatile, scontroso, affabile e polemico, trasparente e segreto, mutevole e in fondo inaffidabile, incapace di sopportare le costrizioni di un ruolo, qualsiasi.

animato da spinte centrifughe fino a perdersi e in ogni direzione fino a ricercare un centro, un qualcosa verso cui tendere.

un’aspirazione all’Assoluto e una razionalità che lo nega, relativizzandolo.

l’amore. sapessi cos’è, l’amore.

mica l’ho capito. mi sa che ne sono lontano. forse irrimediabilmente.

8月19日

la luna

Qualche giorno al lago con mia figlia e mi è tornata la voglia di pasticciare con i pennelli. Era da un paio di mesi che li guardavo e non sapevo che farne.

Il lago era così bello, da casa, bianco del riflesso della luna, che ho provato a mettere la sensazione sulla tela.

 

Come sempre, senza pretese.

 

luna lago

 

Torno in vacanza.