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日志


8月25日

bilal

Ho letto in questi giorni "Bilal" di Fabrizio Gatti
"il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi"

Fabrizio Gatti è un giornalista. Va a Dakar, in Senegal, e segue il percorso che seguono gli uomini che sognano l'europa.
E cerca di capire perchè.

Fino al mediterraneo.

Quindi va a lampedusa. Brucia la carta d'identità e si fa ripescare come clandestino. E vive il centro d'accoglienza.


Poi va nelle campagne pugliesi. E si fa assumere come bracciante a raccogliere i pomodori.




E' un libro bellissimo. Perchè Gatti oltre ad essere uno di quelli che con quello che fa nobilita al massimo grado il mestiere di Giornalista, sa anche scrivere.
Ti presenta un mondo terribile.
Un mondo che sembra uscito pari pari, ai nostri occhi occidentali, da un libro di fantascienza.
Perchè quello che descrive potrebbe essere ambientato in un pianeta da incubo. E invece è qui. Ora.

E quelli che incontriamo per le strade, nei ristoranti che vogliono venderci un pupazzo o un fiore, sono gli eroi che questo incubo hanno attraversato.

Leggetelo.
Forse li guarderete con occhi diversi.

Vi sorprenderà. Vi farà incazzare. Vi rattristerà. Vi farà sentire inutili.
Vi farà schifo il genere umano. Vi farà pena il genere umano.

Ma è un libro bello da leggere.

E' realtà. Ma superiore a qualsiasi romanzo.
Mi ha ricordato Conrad.
Non per il modo di scrivere, ma per il ritratto impietoso della miseria umana. Dei sogni e dei desideri degli uomini. Della loro forza e della immensa fiducia. Della morte possibile e della sofferenza certa. Della ingiustizia. Della sopraffazione.

Migliaia di uomini muoiono in questo viaggio.
Forse la storia un giorno li ricorderà. Forse un giorno tireranno su un monumento, a questi uomini. Per ora sono solo oggetto di una legge infame e della demagogia di politici insulsi quanto sporchi moralmente.

Leggetelo.

评论 (10)

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moonsailor发表:
ma pensa te....il libro k hanno letto le mie compagne di classe......davvero bello^^
1 月 12 日
lucrezia发表:
è vero qst libro è veramente bellissimo....
domani devo relazionarlo alla classe =)
possessedbymusic@hotmail.it contattami __________________lukrezia
1 月 11 日
roberto发表:
dal libro:

L'incidente accade all'improvviso. Il più anziano fra i braccianti romeni avrà oltre sessant'anni. I capelli grigi. La faccia stanca e sudata. Un uomo che da quando è nato ha visto tre mondi ruotare intorno a sé. L'Europa affamata dopo la seconda guerra mondiale. La feroce dittatura comunista. La povertà della romania liberista, pronta all'ingresso nell'Unione Europea.
In una sola vita è sopravvissuto a tutto questo. Il caporale con i baffetti e la maglietta bianca lo ha chiamato Michele, quando lo ha mandato a caricare le cassette sul rimorchio del trattore. Nando le ha appena contate. Bilal non ha capito il totale. Ha sentito il padrone dire che, se ogni cassa contiene più o meno dodici chili di pomodori, la piantagione quest'anno renderà qualche tonnellata. Dodici chili in quel legno secco e sottile sono troppi. Così, nonostante tutta l'attenzione possibile, una cassetta si sfonda. I frutti rossi rimbalzano sulla terra nera. Michele non fa in tempo ad abbassarsi a raccoglierli. Nando corre verso di lui. E, con la mano chiusa a pugno, lo colpisce. Una sventola sulla testa. <<Stai attento, coglione>> grida nando, <<credi che noi stiamo ad aspettare mentre tu butti le cassette?>> Michele forse chiede scusa. E' troppo stanco e offeso per parlare ad alta voce. <<Scusa un cazzo>> lo affronta il padrone <<devi stare più attento.>>

Ci fermiamo tutti a guardare. Una delle due ragazze polacche si alza in piedi per protesta. Bilal e lei si scambiano uno sguardo intenso. L'italiano con i capelli biondi e l'accento napoletano accorre come una furia. <<Giù>> urla, <<non è successo niente. Giù o stasera non si va a casa finché non si finisce.>> Come se questi prigionieri avessero una casa. Bilal resta a lungo a guardare Nando e questo suo compare con il telefonino appeso in fondo alla catena d'oro. Non ho mai desiderato aggredire nessuno. Lavoro con le parole. E le parole dovrebbero bastare, in un paese civile. Ma oggi, in questo momento, vorrei vedere Nando e il suo compare sputare sangue. Vorrei avere fra le mani una sbarra di ferro. Afferrarla. Colpirli. Non sulle braccia. per spezzare loro i gomiti come fanno i caporali con i braccianti che si ribellano. Vorrei bastonarli sui denti sperando che abbiano abbastanza fegato da sopravvivere fino in fondo al pestaggio.
Un colpo per ogni chilo di pomodoro che Michele ha raccolto da quando è arrivato in Italia. Qui, davanti a tutti, perché serva da lezione. Come facevano i trafficanti polacchi con i loro schiavi.
Vorrei vedere Nando e il suo compare chiedere scusa. A Michele, a Ion. Agli operai egiziani dell'alta velocità. A Joseph, a James. Agli immigrati sbarcati a Lampedusa e picchiati nella grande gabbia.
Devono chiedere scusa agli italiani che ancora hanno ideali. Alla gente perbene. Agli alleati europei e americani che in questa pianura più di sessant'anni fa hanno combattuto e si sono fatti ammazzare per restituirci la libertà. Non ho mai desiderato la morte di nessuno. Ma in nome di tutti loro, se adesso qualcuno dei braccianti si alzasse per uccidere Nando, non farei nulla.
9 月 11 日
roberto发表:
ciao :-) bentornata.

ho cercato l'email di gatti per dirgli grazie.
non l'ho trovata.

lo volevo ringraziare per aver espresso nel suo libro, con grande coraggio, la sua capacità di fare con dignità un lavoro importante, quello del giornalista. un lavoro che in questo paese è screditato al massimo. Emilio Fede e Bruno Vespa sono anche loro giornalisti. Ed ho detto tutto.
Volevo ringraziarlo per aver espresso i sentimenti di chi crede in degli ideali di giustizia.
Per avermi fatto commuovere e indignare. Per aver aggiunto, guardando questi uomini, un sentimento nuovo: l'ammirazione. Il rispetto per quello che sono stati capaci di affrontare.

8 月 26 日
Ho visto l'intervista di Gatti che raccontava la storia del suo viaggio nel deserto insieme ai clandestini, ho visto le sue foto, ho letto le storie dei disperati che raccolgono pomodori nel sud... ho spiato i volti ritratti su quelle foto, ho visto le case fatiscenti in cui sono costretti ad abitare qui da noi e nonostante tutto questa gente ha il sorriso sul volto. Per loro essere qui è aver realizzato un sogno. Per noi vederli qui è sintomo di disagio per la nostra intolleranza.
A Gatti era dedicata una intera sala della mostra fotografica 'Genova, al lavoro' che si è tenuta a Palazzo Ducale a metà Luglio...
 
8 月 26 日
roberto发表:
non ce l'ho assolutamente con nessuno di definito, tantomeno ce l'avevo con te.
se fai caso il mio post e il tuo sono praticamente contemporanei. infatti lo leggo ora per la prima volta.

dico solo che avevo pensato di dare un accenno di molte delle tematiche affrontate dal libro, ma poi ho pensato che era inutile, perchè chi era interessato lo avrebbe letto e apprezzato, chi non lo era non lo sarebbe diventato per la mia recensione.

tutto qua.
8 月 26 日
mi precipitero' a comprarlo.
Grazie.
8 月 26 日
roberto发表:
Nel libro c'è molto, ma molto di più di quello che io ho scritto.
D'altro canto, penso che se uno è interessato se lo legge e trova.
Altrimenti, non vale nemmeno la pena di stare a fargli un riassunto.


8 月 26 日
Il giornalista è uno che ti apre una finestra sulle cose... facendoti sbattere la faccia contro la realta'...
non deve darti giudizi, deve solo dirti "hey svegliaaaaaaaaaa...guarda che le cose stanno così"...
Se Gatti ha fatto questo, se attraverso le pagine di quel libro sei trascinato dentro,fino al punto di capire cosa si prova, fino al punto di vivere quel viaggio insieme a quei disperati, credo che lo comprerò.
 
Ho bisogno di capire quanto sono fortunata, spesso me ne dimentico....
8 月 26 日
Virginia发表:
proprio ieri sera guardavo un primo piano in tivù sulle vicende dei somali che emigrano nello yemen - sì, sembra impossibile che si possa emigrare in un posto del genere, ma è così!
il commento di uno di questi disperati è stato: meglio schiavo(!!!!) di un povero che morire in guerra. e ancora un'altra donna ha aggiunto, che se la cosa fosse successa in darfur tutto il mondo sarebbe mobilitato, mentre della somalia nessuno si interessa.
pensavo come possa essere incredibile che ci siano dei distinguo anche tra i poveri più poveri della terra, pensavo a quanto siamo fortunati perchè non viviamo- se vivere può chiamarsi - peggio dei cani randagi...
leggerò il libro di fabrizio gatti
8 月 26 日

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