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October 06 pietà l'è morta Mi rendo conto di avere sviluppato, ormai da tempo, una tale acrimonia
nei confronti di buona parte di questo paese, che oltre a non provare
la minima pietà quando muiono i nostri soldati all'estero (ribadisco il
concetto), quando capitano certe tragedie annunciate tipo quelle di
Messina, non me ne frega un cazzo. Lo so. E' una generalizzazione e come in tutte le generalizzazioni esistono ottime possibilità di sbagliarsi. Ma mi sono stancato di empatizzare per queste vittime che sono nella grande maggioranza dei casi corresponsabili dei loro disastri. Quando avviene, il disastro, vediamo che qualcuno paga duramente. Ma quelle stesse persone, con buona anzi ottima probabilità, non sono le stesse che consapevolmente hanno compiuto catene di scelte, tali che le hanno portate in quella situazione? E' incolpevole quello che ha costruito sulle falde del vesuvio? che ha corrotto qualcuno per poterlo fare? che ha votato tizio e caio sapendo che glielo avrebbe permesso? Parlo del Vesuvio perchè è un'altra tragedia annunciata. Lo dico ora. Sperando ovviamente di non essere profeta di sventura. Ma oggettivamente, sono incolpevoli quelli che hanno colonizzato le falde di un vulcano che si sa essere attivo? E questo discorso sui dissesti idrogeologici... ogni santa volta che avvengono tragedie di questo tipo veniamo a sapere che avevano costruito dove la logica e l'esperienza negavano assolutamente si potesse costruire. Ma la "colpa" di chi è? L'impresa? chi ha lottizzato? chi ha dato le autorizzazioni? la colpa è di tutti. Ma anche e soprattutto di chi è andato ad abitarci. Che non eri in grado di far funzionare il cervello? Non avevi scelta? ABBIAMO SEMPRE, UNA SCELTA e se non preme a te la tua vita, e quella dei tuoi figli o delle persone che ami... a chi deve premere? Perchè se non sei ingrado di capire che stai foraggiando un sistema che ti porterà con buone probabilità a crepare, beh peggio per te, maledetto idiota. E questo vale per le discariche di diossina a cielo aperto, per i rifiuti insabbiati, per le case costruite sul fango, sulle rive dei fiumi, sotto prati dissestati, sulle rive di un mare avvelenato, distrutto dalla pesca a strascico e dai rifiuti tossici. E' incolpevole chi vota quella massa di delinquenti che abbiamo al governo (e all'opposizione in buona parte) sperando in condoni edilizi, condoni fiscali, indulti e quant'altro? Sono decenni che produciamo questa classe dirigente, più attenti che ci permettano di fare i nostri porci comodi piuttosto che amministrino con rigore le cose di tutti. Leggo su La Repubblica uno stralcio d'intervista: Ma non ha paura del fiume che l'altra sera ha investito anche la sua casa? "L'acqua non ci ha fatto mai paura, quello che mi spaventa è la collina che è appoggiata proprio sulla nostra palazzina, quella sì che potrebbe fare danno". E le sembra normale costruire in una posizione così terribile, tra il torrente e la collina che si appoggia alla sua casa? "Certo che è normale, io ho sanato tutto, prima pagavo una percentuale più bassa dell'Ici ma con le sanatorie ed i condoni ho regolarizzato tutto anche se adesso pago una quota di Ici un po' più alta" Quanta imbecillità senza speranza può esistere in un sistema che è così autoreferenziale da espungere da esso anche il buon senso più elementare? La casa è a posto perché legalmente è a posto. Punto. E' evidente, è lampante... che stiamo andando sempre di più verso disastri di tutti i tipi. E mi rode immensamente sapere che da questa idiozia non c'è difesa, a certi livelli. Ma perlomeno in quelle situazioni in cui dovresti guardarti i tuoi fottuti affari personalmente, allora no. Allora guardateli. Non lo fai? Allora vaffanculo. Questa italia di cialtroni, approfittatori, corruttori, conniventi, furbi del quartierino poi pronti a piangere e pietire quando le cose gli vanno male... mi spiace, ma non riesco a provare solidarietà umana, non riesco a provare pietà. Hanno gli amministratori che si meritano, i politici che si meritano, le città che si meritano. Mi viene da dire: che cazzo volete? Avete voluto la bicicletta? pedalate. Tutti incolpevoli di questo scempio in cui stiamo precipitando? Tutti diventano incolpevoli quando passano nel ruolo di vittime? Eh no. lLho scritto: "lo so è una generalizzazione e come in tutte le generalizzazioni esistono ottime possibilità di sbagliarsi" Ma forte, sempre più forte, è la tentazione di sparare nel mucchio, consapevole che su tre almeno due se lo meritano. Francamente mi sono rotto i coglioni di fare la cassandra e vedere che le cose "scritte sui muri" poi vanno come è logico che vadano. E' con sgomento che mi rendo conto di essere diventato immune ai processi empatici. Faccio un esempio banale: sto nel traffico e vedo sfrecciarmi accanto un testa di minchia con uno scooterone, che rischia di venire addosso a me o altri vicino a me. Poi qualche centinaio di metri più avanti lo vedo per terra. Passo e penso: vaffanculo. restaci. crepaci. non me ne frega un cazzo. Si è duro eh. difficile da confessare. Ci hanno insegnato che certe cose non si dicono. Si reprimono. Ma così è. Non vedo più l'uomo, le sue debolezze, il suo universo di affetti. Vedo un nemico. Metto in atto lo stesso processo che in guerra ti porta disumanizzare il nemico, rendendolo oggetto, qualcosa che non ti riguarda, la cui sorte non ti tange. Guardo questo meccanismo che avviene dentro di me e penso che vivo in una società di nemici. E' normale? Mi chiedo se sono solo io, indurito, che provo queste cose o se sono sentimenti comuni. E dove ci stanno portando. Comments (10)
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